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Villabruzzi
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mwcaVillabruzzi (Villaggio Abruzzi) era la comune dizione del mwcqVillaggio Duca degli Abruzzi nella mwcgSomalia italiana.
Contents
• Vicende
• Note
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Vicende
Fondata nel mwdg1920 dal duca mwdwLuigi Amedeo di Savoia-Aosta come mweacolonia agricola con il nome "Villaggio Duca degli Abruzzi", la cittadina ebbe uno sviluppo notevole negli mweqanni venti. Vi si insediarono successivamente alcune migliaia di coloni italiani nella seconda metà degli mweganni trentacite-ref-1[1].
La piccola località, chiamata allora comunemente "Villabruzzi", divenne in pochi anni il centro agricolo principale della mwgaSomalia italiana durante il mwgqFascismo, con una modesta industria alimentare collegatacite-ref-2[2].
Il duca vi realizzò dal nulla tutte le necessarie strutture sociali, compreso il telefono, il telegrafo, una farmacia, un ufficio postale, spacci vari, scuole, una stazione dei Carabinieri, una dogana. Inoltre (nel più assoluto rispetto delle tradizioni culturali e religiose) nel villaggio furono anche costruite nei primi mwhwanni venti una chiesa e una moschea, il bazar e il mercato italiano, un ospedale, un cimitero cattolico e uno musulmano. Infine fu creata la "Sais", la Società agricola italo-somala, che fu la maggiore ditta a gestione privata della colonia somala.
Il "Villaggio Duca degli Abruzzi" si trovava a soli 50mwiq km a nord di Mogadiscio, in una vallata fertile vicino al fiume Uebi-Scebeli, e fu collegato alla capitale con una ferrovia (ora disattivata): la mwigFerrovia Mogadiscio-Villabruzzi.
Dopo la mwjaseconda guerra mondiale i coloni italiani furono costretti ad andarsene e la zona fu lasciata lentamente incoltivata perdendo il suo potenziale agricolo, specialmente dopo l'inizio della guerra civile in Somalia nel mwjq1991.
Del resto il "Villaggio Abruzzi" (parzialmente spopolato negli mwjwanni cinquanta e divenuto un piccolo quartiere di periferia della crescente cittadina di Giohar) cambiò nome e divenne anch'esso ufficialmente "Giohar" nel mwka1960, quando il presidente mwkqSiad Barre iniziò il processo di decolonizzazione della Somalia appena diventata indipendente.
Vi abitano ancora oltre 200 mwkwItalo-somali, discendenti quasi tutti di coloni italiani e madri somale.
Ferrovia Mogadiscio-Villabruzzi
La mwlgFerrovia Mogadiscio-Villaggio Duca degli Abruzzi collegava la capitale mwlwMogadiscio con la colonia agricola Villabruzzi tra il mwma1914 ed il mwmq1941.
La ferrovia era nata inizialmente come collegamento ferroviario solo per l'area del capoluogo della Somalia Italiana, Mogadiscio.
Successivamente, grazie all'impulso dato dal mwnaDuca degli Abruzzi, fu continuata per 114mwnq km fino al villaggio di Villabruzzi (oggi parte integrante della città di mwngGiohar).
L'ultimo tratto fu inaugurato nel mwoa1928. Il progetto originario era di portarla fino al confine con l'mwoqEtiopia ma la mwogGuerra d'Etiopia e l'entrata in guerra dell'mwowItalia nella mwpaSeconda guerra mondiale fermarono la costruzione.
Comunità italiana di Villabruzzi
Il mwqwDuca d'Abruzzi, Amedeo Savoia-Aosta trasferì inizialmente un centinaio di coloni italiani alla periferia di un piccolo villaggio somalo di nome mwraGiohar. Il duca chiamò questo insediamento agricolo con il suo stesso nome, cioè "Villaggio Duca degli Abruzzi" (comunemente "Villabruzzi"), e vi dedicò tutte le sue energie per svilupparlo come una moderna colonia agricola.
Nel mwrg1926, la colonia agricola comprendeva 16 villaggi, popolati da circa 3000 Somali e 200 coloni italiani con le loro famiglie. Il duca vi fece costruire un grandioso stabilimento, l'unico in tutta l'mwrwAfrica orientale, provvisto di moderni macchinari e in grado di lavorare circa 3.000 quintali di mwsacanna da zucchero al giorno. Accanto allo mwsqzuccherificio, vi era anche una mwsgdistilleria e un laboratorio chimico per le analisi della canna e per il controllo dei prodotti durante la fase di lavorazione.cite-ref-3[3]
Lo sviluppo di Villabruzzi fu sostenuto anche da mwuwFrancesco Canero Medici, un diplomatico italiano che fu anche mwvaReggente generale della Somalia negli mwvqanni trenta. Infatti Canero Medici fu assiduo collaboratore del duca nella nascita e nell'amministrazione del Villaggio Duca degli Abruzzi.
Nel mwvw1933 il duca vi morì e fu seppellito nella sua tenuta agricola, per sua esplicita volontà. Molti coloni italiani si trasferirono nell'area e nel mwwa1939 la colonia agricola aveva una comunità italiana di 3.000 persone con rispettive famiglie, su una popolazione totale di 12.000 abitanti.cite-ref-4[4]
La mwxgseconda guerra mondiale decimò questa piccola comunità coloniale e già nei primi mwxwanni cinquanta praticamente tutti gli Italiani se ne erano andati.
Note
cite-note-11. ↑ mwbgmwbwmwcaEmigrazione italiana in Africa Orientale Italiana (mwcqmwcgPDF), su mwcwilcornodafrica.it.
cite-note-22. ↑ mwdwmweamweqVillaggio Duca degli Abruzzi, su mwegpaginedidifesa.it mwew(archiviato dall'mwfaurl originale il 5 novembre 2013).
cite-note-33. ↑ mwggmwgwLa colonia agricola del duca Luigi Amedeo di Savoia-Aosta
cite-note-44. ↑ Tripodi, Paolo. mwjgThe Colonial Legacy in Somalia. p.58
cite-note-55. ↑ Hess, Robert L. mwkgItalian Colonialism in Somalia. p.131
Bibliografia
• mwlgMaggi, Stefano, Colonialismo e comunicazioni. Le strade ferrate nell'Africa Italiana (1887-1943), Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1996, ISBN 88-8114-416-6.
• Hess, Robert L. mwmaItalian Colonialism in Somalia. University of Chicago P. Chicago, 1966.
• Termentini, Fernando. mwmgSomalia, una nazione che non esiste. Pagine di Difesa (Saggio). Maggio 2005.
• Tripodi, Paolo. mwnaThe Colonial Legacy in Somalia. St. Martin's P Inc. New York, 1999.
• Dell'Osa, Pablo "Il principe esploratore". Mursia, Milano 2010.
Voci correlate
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